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STORIA

CIVITELLA ROVETO 3426 ABITANTI 524 METRI SLM, 44KMQ

Civitella Roveto è posta al centro della Valle Roveto in provincia dell'Aquila.La sua economia è soprattutto turistica e commerciale con una buona presenza dell'edilizia e dell'artigianato diminuisce sempre più l'importanza dell'agricoltura e della pastorizia un tempo fonti pressochè uniche di sostentamento.Molti sono i dipendenti del gruppo ENI ciò dovuto al fatto che la famiglia di Enrico Mattei era originaria di Civitella. E' sede dell'ufficio del Giudice di Pace,del distretto sanitario di base,della Comunità Montana "Valle Roveto"(comprendente i sette comuni rovetani),della caserma dei Carabinieri e di altri importanti uffici pubblici.


CENNI STORICI

 Fino all'XI secolo si chiamò "Petrarolo", poi divenne "Civitella della Valle"; solo nel Settecento assunse l'attuale nome.
Abitata fin dalla preistoria (ritrovamenti in loc. Fosse, Casale), in epoca storica vi troviamo insediati i Marsi, popolazione di ceppo sabellico, che furono dapprima nemici acerrimi, poi alleati fedeli di Roma. Probabilmente, è da identificare nella Fresilia di cui parla Tito Livio.
In epoca longobarda, venne ricompresa nel Ducato di Spoleto. L'Abbazia di Montecassino vi ebbe vasta influenza, e vi fondò numerose chiese: fra di esse, la Chiesa di San Savino, ed il Monastero di S. Benedetto in Pascusano, con annesso camposanto, andati completamente perduti.
Dopo la dominazione normanna e quella sveva, con gli angioini passò sotto il Regno di Napoli, dove rimase fino all'unificazione italiana, ricompresa nell'Abruzzo ultra. Dato che da essa si controllava una delle poche strade sulla direttrice nord-sud, ebbe sempre grandissima importanza strategica, e fu continuamente percorsa dai più vari eserciti.
Feudo e possedimento della famiglia romana dei Colonna, con essi divenne sede del governatore e della curia dell'intera Valle Roveto. Nel 1810, divenuta Comune centrale, da cui dipendevano Castellafiume, Pagliara, Pescocanale, Canistro e Meta, contava 3.578 abitanti; nel 1861, con la sola Meta, ne aveva 2290; 3033 nel 1921; 3362 nel 1951.
Dopo il terremoto del 1915, che causò morti e ingenti danni (il Palazzo Colonna rimase completamente distrutto), il paese si estese sulla sponda sinistra del Liri.